I VERI EROI SONO “GOCCE SOTTILI” COME SAN FRANCESCO D’ASSISI !

I VERI EROI SONO “GOCCE SOTTILI” COME SAN FRANCESCO D’ASSISI !
Franco Capanna (Teramo)

A cura di FRANCO CAPANNA (Teramo) * Sindacalista, giornalista, scrittore * franco.capanna@ilpopolo.news * franco.capanna@dconline.indo

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< I VERI EROI SONO “GOCCE SOTTILI” COME SAN FRANCESCO D’ASSISI ! >

Quello del Guerriero, nel cammino della consapevolezza spirituale, è un archetipo di fondamentale importanza e pur tuttavia, allo stesso tempo, esso è quello che si presta maggiormente ad equivoci ed erronee interpretazioni.

La vita è lotta, su questo non c’è dubbio: non occorre essere “darwiniani” per ammetterlo. Anzi, si può benissimo essere anche antidarwiniani ed antievoluzionisti in senso biologico (tutt’altra cosa è il concetto di evoluzione spirituale) per poterlo ammettere.

San Francesco d’Assisi

Il vero Guerriero non ha bisogno di scudo e di spada, né del cinturone con le pistole pronte a far fuoco sui “cattivi” di turno.

Le sue armi sono il coraggio morale (certo, talvolta anche quello fisico), la forza d’animo, l’intrepida perseveranza, la tenace determinazione, il rigore con se stesso, prima ancora che con gli altri, nel perseguimento dell’unica guerra degna di essere combattuta sempre e comunque: quella per il riconoscimento e la difesa del proprio Sé, contro tutte le forze che mirano a disgregarlo, a indebolirlo, a distoglierlo da tutto ciò che è grande, nobile e disinteressato.

In breve, l’autentico Guerriero è l’uomo (o la donna) la cui statura morale eccede naturalmente (e di molto), quella dei suoi simili.

L’imperatore romano Giulio Cesare Augusto

Questi infatti, al confronto, paiono altrettanti nani.

Ma non perché egli, gonfio di superbia, si alzi sulle punte per sovrastarli o perché, livido d’invidia, cerchi in ogni modo possibile di sminuirli, ma perché la sua grandezza appare evidente da tutto ciò che egli pensa, fa e anche dal suo semplice silenzio e dal suo non agire.

Questo perchè negli animi veramente grandi, anche la pura aspirazione all’assoluto si traduce in una palese autorevolezza, che non ha bisogno di titoli nobiliari o di attestati accademici per rifulgere sopra la media degli uomini comuni.

Farinata degli Uberti in battaglia

Nel cinema contemporaneo, mentre abbondano le figure di guerrieri con la “g” minuscola, sulla falsariga del guerriero omerico, tutto muscoli e furore bellicoso (dall’eroico sceriffo di «Mezzogiorno di fuoco» ai vari «Rambo» e «Rocky», bravi solo a mostrare ed usare i muscoli.

 

I veri eroi invece sono “le gocce sottili”, come per esempio San Francesco di Assisi, 1,56 cm di altezza, ma un gigante in tutti i sensi.

Oppure – per limitarmi nelle citazioni – Giulio Cesare e Alessandro Magno, grandi conquistatori non certo di corporatura esaltante.

Le persone superficiali credono che, per realizzarsi, sia necessario combattere contro gli altri, ossia che ci si realizza tanto più compiutamente, quanto più si contrappone il proprio io al tu.

Una raffigurazione dei due più famosi personaggi del romanzo “I Promessi Sposi”: Renzo Tramaglino e Lucia Mondella

Mentre è vero quasi l’esatto contrario, ossia che solo quando si arriva a comprendere il legame necessario che lega l’io al tu, così come l’io a se stesso, al mondo e al trascendente, si desiste dal contrapporsi all’altro e dal potenziare un ego già ipertrofico, per portare in luce il proprio vero Sé, in armonia con il tu, con se stessi, con il mondo e con l’Assoluto.

Il Guerriero è colui che ha compreso il grande segreto: che non si vince con la forza, sottomettendo qualcosa o qualcuno, ma si vince quando ci si mette in gioco interamente per un fine superiore, disinteressato e generoso; e che, quando tali condizioni siano osservate, il Guerriero vince sempre, non perde mai, perché anche le sconfitte non fanno che rafforzarlo.

Il Guerriero, ad esempio, è un uomo (o una donna) che, avendo molto amato e, nondimeno, avendo perduto l’oggetto del proprio amore, non maledice la sorte e non rinnega ciò che il suo cuore ha vissuto, né ripudia il sentimento cui si è abbandonato: perché egli sa che in amore si vince sempre, sempre, anche quando si appare sconfitti, purché si rimanga fedeli a se stessi e alla propria verità interiore.

Renzo Tramaglino, in famoso personaggio dei “Promessi Sposi” ad esempio  è un autentico Guerriero, perché non si arrende mai, neppure quando Lucia gli scrive chiaro e tondo di mettersi il cuore in pace e di dimenticarla; e torna a Milano nel mezzo della peste, la va a cercare perfino al Lazzaretto, là dove sembra follia cercare una persona viva, in mezzo a tanti morti e moribondi.

Il suo amore è così grande che calpesta anche il proprio orgoglio e sa essere tenace, paziente, incrollabile.

Perché il Guerriero non è mai un vinto, se rimane fedele a se stesso; ma, nella sconfitta, diventa un Martire, e proprio questo movimento lo trasporta più in alto, al di sopra di se stesso, e lo fa trionfare sopra ogni ostacolo ed ogni avversa circostanza.

Anche quella del Guerriero, comunque, è una tappa e non può, né deve, trasformarsi in una condizione permanente e definitiva.

Il Guerriero che resta eternamente tale si rivela incapace di ulteriore evoluzione spirituale, prigioniero di una logica oppositiva che gli impedisce di scorgere l’unità nella polarità, la connessione degli opposti.

Combattere per il gusto di combattere è uno sport poco intelligente, nel quale vengono inutilmente dissipate quelle energie spirituali che sarebbero invece necessarie per rendere possibile il balzo verso un livello più alto di consapevolezza.

Vi è, comunque, nella cultura occidentale, una palese sopravvalutazione del combattimento, effetto di quel dualismo che porta a vedere ovunque la contrapposizione fra l’amico e il nemico, fra ciò che si deve difendere e ciò che deve essere distrutto (a fin di bene, si capisce!), fra ciò che è giusto e perciò merita di vivere, e ciò che è sbagliato e quindi merita di perire.

Il combattere, pertanto, é figlio del giudicare: ma una tendenza a giudicare troppo le cose, cioè a vedere in esse più quello che divide che non ciò che potrebbe unire, costringe a indossare perennemente l’elmo e la corazza e a brandire la spada e la lancia, come se al mondo non vi fosse cosa più bella del battersi; mentre questa è, semmai, una dura necessità, alla quale si dovrebbe ricorrere solo quando ogni altra via sia rivelato impraticabile.

Vi è qualcosa di stupidamente inutile nel gettarsi a testa bassa contro il supposto nemico, ogni qual volta ci venga agitato un panno rosso davanti agli occhi: il vero Guerriero sa che la forza non va sprecata in battaglie inutili e che i suoi sforzi dovrebbero essere sempre diretti contro un avversario che sia almeno degno di lui.

Nondimeno, quando c’è da battersi, ossia quando non rimanga spazio per alcuna mediazione, il Guerriero si batte, eccome: si batte con coraggio, con molta decisione e non indietreggia mai, a costo di soccombere sotto il numero dei nemici. Per questo il suo corpo è pieno di cicatrici.

Ogni combattimento si lascia dietro le sue cicatrici: quelli vittoriosi e quelli sfortunati. E le cicatrici che non si vedono, come è noto, sono anche quelle che fanno soffrire di più: basta poco a farle riaprire, a farle sanguinare nuovamente, perché, in effetti, nessuna di esse si chiude mai completamente.
Si dice che il tempo medica ogni ferita, ma non è vero. Le ferite che scompaiono del tutto, senza lasciare traccia, erano soltanto dei graffi superficiali, non delle ferite vere.

Un’altra caratteristica del Guerriero, oltre alla tenacia e al coraggio, è la fierezza. Nessuno potrà mai dire di averlo visto andare in giro a capo chino, mortificato, avvilito; nessuno potrà dire di averlo visto umiliato, neanche davanti alla peggiore sconfitta.

Come Farinata degli Uberti, che si erge con tutta la persona dalla sua tomba di fuoco e sembra avere l’Inferno in «gran dispitto», il Guerriero non abbassa mai la fronte, non si abbatte, non implora misericordia: è cosciente della propria forza morale e soprattutto della propria limpidezza, sa di non dover arrossire davanti ad alcuno.

Il Guerriero spirituale non sopravvaluta mai la propria forza, perché sa che gli viene dall’alto,  e non disprezza alcuno, perché ha imparato a non giudicare troppo facilmente.

 

A cura di FRANCO CAPANNA (Teramo) * Sindacalista, giornalista, scrittore * franco.capanna@ilpopolo.news  * franco.capanna@dconline.info 

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

 

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Franco Capanna
4 anni fa

Buon giorno a tutti.
Questo scritto , frutto di un lavoro impegnativo, e’ stato mirabilmente coadiuvato dal dottor Angelo Sandri segretario nazionale della DC ,al quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti..
Franco Capanna.

Angela di Bergamo
4 anni fa

Complimenti Franco la tua bravura non manca mai il tuo scritto e spettacolare compimenti ancora Franco Capanna personaggio del anno 2020🧤

Amici di Teramo
4 anni fa

Franco Capanna,sei impressionante .
Come fai a scrivere questoe che sono vere opere d’ arte .
Sappiamo sei bravo in lettere ma hai raggiunto un livello incredibile .
Complimenti.

Aureliano e consorte., Padova
4 anni fa

Semplicemente un capolavoro.
Ottimo quello letto e grazie avere posto al centro il mio santo preferito.

Costantino Cassano.Australia.
4 anni fa

Complimenti Franco, ancora una volta ci mostri che la bonta’non ha limiti e la forza spirituale e imbattibile, una cosa che solo poche persone possono fare oggigiorno perche come te vi trovate a un livello spirituale superiore

Claustrale,Roma
4 anni fa

Struggente dritto ulteriore di Franco Capanna.

Claustrale,Roma
4 anni fa

Chiedo scusa,intendevo ‘ ‘ struggente scrittto’

Monastero Clarisse.
4 anni fa

Un’altra pagina bella da un uomo che sa risolvere .
Grazie Franco

The italian community.London
4 anni fa

Franco, thank you for your article. The Italian community in London appreciated your writing and particularly the figure of St. Francis of Assisi who was greatly honored by the families of these parts. The Italian community. See you soon.

Franco Capanna
4 anni fa

Grazie alla comunità italiana di Londra alla quale va tutta la mia stima.

Bravissimo Franco,tutti dovrebbero leggere ma temo che gli italiani non lo fanno tanto.

Fatima Mosca
4 anni fa

🌹

Francis, England
4 anni fa

🌹 Grazie Franco e complimenti.

Monastero Benedettine
4 anni fa

Solo chi ha intelligenza superiore può scrivere così in qualità.
La ” reale amazzone” chi è Franco?

Franco Capanna
4 anni fa

Grazie reverendissima a lei e sorelle.
Le ho detto in privato da poco chi è la ragazza .

Sociologo, Pavia città
4 anni fa

Ottimo scritto ,davvero costruttivo.

Anonymous
4 anni fa

Sono d’accordo con te Franco ed è molto bello il tuo scritto.
Permetti dire che anche gli sfigati come me che hanno perso il lavoro sono eroi xchè mettere un pasto al giorno è difficile..

Franco Capanna
4 anni fa

Mi spiace amico di quello hai scritto e conosco i tanti disagi a cui vanno incontro tante persone sul tema posto da te.
Speriamo non accadono le fosche previsioni di un milione di posti di lavoro vanno perduti a motivo del virus .
Scriverlo sembra nulla ma vivere da disoccupati lo stesso dire che sono ” morti che camminano” .Dio ci protegga e cmq battersi è d’ obbligo sino a quando siamo vivi.

Passioniste suore
4 anni fa

Grazie Franco dei tuoi bei scritti e il risalto al poverello di Assisi.

Birmingham, England
4 anni fa

Hi they have translated your writing which is really nice and instructive. As we know you, you are very good. The figure of Saint Francis of Assisi is very beautiful. Birmingham group of friends.

Alcide di Roma
4 anni fa

Oggigiorno purtroppo gli eroi sono merce rara anzi stragrande maggioranza cattivi e infidi.

Gianluca, Nereto di Teramo
4 anni fa

I tuoi scritti Franco sono un piacere leggerli e non stanchi mai davvero sei un asso in lettere..

Don Luigi
4 anni fa

Bravissimo che ricordi il più grande dei santi, San Francesco d’Assisi

Franco Capanna
4 anni fa

Grazie per i tanti hanno scritto qui e usato altre vie per farmi elogi.
Complimenti a voi tutti.
Nota: ho bisogno di riposo e stare in un luogo già scelto nel silenzio e può accadere di spegnere il telefonino.
Ciao a tutti.

Nonna Adelina
4 anni fa

Che dici Franco perché vai in ritirata proprio tu che sei per noi un esempio di forza.

Carmelina . Reggio Calabria.
4 anni fa

Vero scritto ,non certo Rambo o eroi di fantasia ma San Francesco d’Assisi ,Giulio Cesare……… che figure reali oltremisura..

Prof
4 anni fa

Bello e esaustivo lo scritto

Sandy
4 anni fa

Very educational. An honor to have met you in Teramo Franco.

Anonymous
4 anni fa

🌹☀️🌺🌹☀️🌺
Francesca,Udine

Docente universitario.
4 anni fa

Ho letto con attenzione e enorme piacere questo scritto che posso definire ” autentica opera d’arte .
Credo l’ autore tragga dal proprio essere elementi superiori alla media.
I miei complimenti.

Claustrale clarissa
4 anni fa

Scritto esemplare da tesi .
Meritata la nomina a Franco Capanna personaggio dell’anno in Canada